Albano di Lucania, uno dei tanti piccoli e
caratteristici centri della Lucania, appare al viandante come immerso in
un eterno letargo.
E’ lassù a circa 900 metri sul mare, placido e silenzioso in cima ad una
delle montagne che costituiscono la catena delle «Dolomiti Lucane » e,
sembra, assorto nel ricordo delle mille vicende vissute in un lontano
passato.
Nei giorni in cui il cielo è sereno, in una con gli altri centri vicini,
quali Brindisi di Montagna, Trivigno, Castelmezzano, Pietrapertosa e
Campomaggiore, pare che invochi il Cielo affinché qualcuno s’accorga e si
interessi di lui.
Purtroppo, il viandante che passa per la ferrovia lo intravede appena e
distoglie subito lo sguardo come colui che, improvvisamente, si viene a
trovare di fronte ad un caso pietoso e, fra sé, si domanda: « Come si può
vivere lassù? » Quello invece, che percorre la strada nazionale n. 7 «
Appia » lo vede di sfuggita in qualche tratto...
Il centro abitato di Albano di Lucania è situato sul
monte S. Leonardo a m. 899 sul livello del mare. Comprende due corsi
principali: corso Garibaldi, che attraversa la parte bassa e più antica
del paese, e corso Vittorio Emanuele che attraversa il centro. Vi è un
intrico di vichi stretti ed angusti che dai menzionati corsi sbucano nelle
diverse piazzette, nonché alla strada di circumvallazione nella zona
nord-ovest del paese ed alla strada provinciale Marsicana n. 16 che passa
al lato opposto. Le strade e le piazze sono quasi tutte lastricate ed
intitolate a personaggi storici, noti per la cultura ed artisti
contemporanei. Sul lato destro appena si entra in paese, venendo per la
menzionata provinciale, vi è la località Monte, ove, vi è un discreto
campo sportivo ed una villetta, luogo in cui i bambini, i giovani ed i
vecchi vanno a svagarsi durante la buona stagione. E’ circondato da una
strada che chiamano "passeggiata", in quanto vi passeggiano nei giorni di
festa...
Le punte più alte del tèrritorio di Albano sono: monte Cupolicchio m.
1.097; monte Pisciacchio m. 1.068 e monte S. Giovanni m. 1.050.
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descrizione di D. Pipino di fine anni '60
da: ALBANO DI LUCANIA monografia di D. Pipino |
La storia:
I più antichi riferimenti storici del Comune riguardano la contrada
Rifoggio (rifugio), sita a 6-7 Km a nord-est di Albano. Qui prima del
dell'anno 1000 esisteva il monastero della Thèotokos del Rifugio
fondato da monaci Basiliani di rito greco che, perseguitati dagli
imperatori orientali, sbarcarono in massa fin dal sec. VIII, sulle coste
dell'Italia meridionale, per ricostruirsi una vita di preghiera, di
studio, di lavoro. Inoltre alla chiesa fu riconosciuta la proprietà del
Korion, non a caso il monaco Jonas aveva dissodato nei pressi del
monastero delle terre, donandole ai Basiliani che continuarono con i
dissodamenti, ospitarono stranieri e indigenti dei luoghi limitrofi,
trasformando così il monastero in una potenza religiosa ed economica, fino
a costruire una comunità. Il monastero non esiste più, al suo posto sorse
in paese una cappella dedicata a Santa Maria del Rifugio nel 1794. Oggi il
fabbricato ristrutturato è adibito a uso di civile abitazione.
Sull'architrave del portale infatti, è incisa a caratteri cubitali la
frase ERIT GLORIA DOMUS ISTIUS MAIOR QUAM A PRINCIPIIS (la gloria
di questa casa sarà più grande di quella che aveva prima).
E' con i Ruggiero che Albano acquistò il titolo di ducato tra il 1687-88.
Il primo duca fu Domenico la cui presenza è testimoniata da due lapidi
affisse sulle pareti d'ingresso della sacrestia della Chiesa Madre. Il
secondo fu Geronimo, famoso per finezza di costumi e la giustizia. Morì il
23 novembre 1724 a soli 33 anni. Il terzo duca fu Antonio Gaetano
Ruggiero, fratello di Geronimo, nato in Albano il 2 giugno 1691, morto il
14 febbraio 1755 a 62 anni. In vita fu ornamento della patria, colonna
della casa, delizia dei cittadini. A lui successe nel 1755 il figlio
cadetto Vincenzo, avendo rinunciato alla carica di duca di Albano il
primogenito Domenico, marchese dei Monti. L'ultimo duca fu probabilmente
Antonio Ruggiero, nipote di Antonio Gaetano, diverso nell'indole dai suoi
predecessori, gravava di tasse i cittadini di Albano, suscitando il
malcontento.
Repertorio artistico-turistico
Chiesa parrocchiale costruita nel sec. XIII e
rifatta nel sec. XVIII, intitolata una volta alla Madonna della Neve ed ora
a Maria SS. Assunta: conserva una tela raffigurante la Madonna della Neve,
della scuola di Raffaello Sanzio; nel quadro è dipinta la costruzione in
Roma della Chiesa di S. Maria Maggiore sul colle Esquilino; custodisce
inoltre una Crocifissione, di fine ‘500, di scuola napoletana; una
Annunciazione, di Pietro Antonio Ferri, pure del ‘500; una Ultima Cena ed
una Madonna del Rosario, di scuola napoletana del ‘600; un organo riccamente
intagliato e dorato ed una croce processionale del ‘600.
Chiesa dell’Annunziata con una tela raffigurante
l’Annunciazione, di Pietro Antonio Ferri. Altro quadro, di Pietro Antonio
Ferri, raffigurante il Cuore di Gesù che compare a S. Maria Alacoque e si
trova nella sede dell’Azione cattolica.
Nei dintorni: avanzi di mura pelasgiche.