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Voce della Vallesina - Jesi - Federico II rivive nei versi di Antonio Avenoso
A Melfi, Federico II aleggia nell'aria, fra le mura del suo castello e sugli spalti. Si percepisce la sua presenza invisibile intorno, nel respiro del vento, nella campagna e nel bosco, fra vigne e uliveti, pioggia e nuvole, notte e luna, fuoco e acqua, pietre e foglie parlano di lui.
In questo luogo magico, un poeta ha avuto accanto Federico II come uno spirito guida. A lui, che è stato riferimento fermo della sua ispirazione, e che gli ha suggerito l'interpretazione lirica di quanto vedeva e sentiva, ha dedicato una raccolta di versi.
Il poeta è Antonio Avenoso, nato a Melfi, innamorato della sua città e della sua terra. " Imperatore del vento ", il titolo del suo libro. Il richiamo a Federico II è inoltre esplicitamente indicato in undici diversi sottotitoli che identificano altrettanti anche brevissimi gruppi di poesie: " imperatore delle vigne " è il primo, a cui seguono, con lo stesso appellativo iniziale, tutti gli altri. Federico II è chiamato ancora Imperatore del vento, di Sicilia, dell'aria, di Bianca Lancia, d'amore, della notte, della pioggia, delle nuvole, del silenzio, di Melfi.
Le definizioni fanno riferimento non a fatti storici, ma, se pure indirettamente, allo straordinario carisma del personaggio, alle ardite conquiste del suo intelletto, alla sua audacia speculativa, alla sua energia, al suo interesse per l'arte e per la poesia. Si definiscono, leggendo, le immagini vigorose, impregnate di suggestioni, di una terra in cui sembra che il tempo si sia fermato; dove " gli alberi si battono con i venti " e il " bosco infittisce l'aria - con il suo immenso tetto verde dove : " pigri fiumi dormono in letti silenziosi come lacrime - negli occhi degli angeli - e, dall'alto del castello appare " il vento all'orizzonte di nuvole infinite ". Qui sembra di ascoltare il lontano scalpitìo dei cavalli di guerrieri che scendono in armi giù dalla collina; di vedere il fuoco dei bivacchi, i vessilli e le bandiere illuminati da bagliori notturni.Come secoli fa appare immutata la vita negli antichi, silenziosi vicoli della città.
In questo scenario, tra realtà e sogno, il poeta si immerge in quei profondi spazi dell'anima dove anche Federico II si spinse, confrontandosi con i grandi temi dell'esistenza: l'amore, la vita, la morte, la bellezza, l'eternità, l'anelito alla trascendenza. Il linguaggio del poeta non è involuto specioso o criptico, ma netto, di tutta evidenza, essenziale. Illumina descrizioni rivelatrici di densi e profondi significati.
" Imperatore del vento ", costituisce l'ottava raccolta di liriche di Antonio Avenoso. La pubblicazione risale a qualche anno fa, ma è stata prodotta, come tutte le altre, in un brevissimo arco di tempo.
L'autore non è però soltanto un poeta. Ha realizzato anche due sceneggiature per la Rai e collabora a varie riviste letterarie. Con questa singolare opera ha potuto dimostrare quanto persistente sia ancora oggi il ricordo di Federico II; come senza tempo sia il suo fascino, come pure egli riesca ad essere evocato dagli incantesimi della poesia e in questa a rivivere.
Augusta Franco Cardinali
Antonio Avenoso, Imperatore del vento, Manni Editore
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