VIETRI DI POTENZA
STEMMA
“D’azzurro ad un cerro o quercia piantato su un monte di tre cime di verde
fruttata in oro” (GIUSEPPE GATTINI)
NOME
“Attestato in Catalogus Baronum (aa. 1150-1168) «tenet medietatem Vetri» n.
477, 479, il toponimo riflette il latino vetus-eris 'vecchio' da cui deriva
anche l'appellativo geografico lucano vetere (aggettivo sostantivato) che
designa un “area con presenza di resti ruderali, attestanti l'esistenza di
sedi umane ora abbandonate” (Arena 1979, 139). Secondo una tradizione Vietri
sarebbe collegato all'antica «denominazione dei "campi veteres"; che è il
nome dato dagli storici latini al luogo della battaglia in Lucania, ove fu
ucciso Sempronio Gracco» (Racioppi 1876, 485)”. -
PROFILO STORICO
“Etimologia e Storia: Vietri, vetro, vetere, veterano infatti non son altro
che vecchio od antico, ed aggiunti a nomi o riferiti a luoghi sono, conforme
il Racioppi, indicazioni-indici. D’altra parte le si ascrive l’origine dalla
vetusta Acerronia, che si vuol sito in quei pressi. Anche Urseium credesi
non guari lungi da questa terra, alla quale però negasi l’ubicazione dei
Campi Veteres. L’attributo “di Potenza” poi vale a distinguerlo dall’omonimo
“ di Salerno” o meglio “della Cava” e più comunemente “sul mare”. Circa
l’anno 1343 si possedeva da Riccardo Filangieri. Intorno alla metà del sec.
XVI era in potere dalla fam. Del Tufo: e nello scorcio dello stesso passava
in quello dei Sangro con titolo di Duca, ma nel 1705 venduta a Dom.
Caracciolo, or dai costui eredi tal titolo si porta per Regio Rescritto dei
10 Giug. 1857.
Circoscr. Civ. ed Eccl.:Comune al presente di 3.467 abitanti appartiene al
Circondario di Potenza, è sede di Mandamento e va con la Diocesi di Conza:
ha Chiesa Parrocchiale sotto il titolo di S. Nicola e la cura d’un Arciprete
con varie cappelle, confraternite e Monti di Pietà istituiti dalle fam.
Grassi e Belli. Avea pure uno Spedale ed un Conv. di PP. Cappuccini con 6
padri ed 1 laico..
Cose notevoli – Nei pressi del Melandro v’ha alcune polle di acqua minerale
fredda, contenente tracce di gas solfidrico, di cloruro di sodio e carbonato
di soda, magnesio e calce, specialmente utili per malattie cutanee”. (GIUSEPPE
GATTINI-1910)
“Sorta in una zona di antichi insediamenti, come testimoniato dal
rinvenimento di vario materiale archeologico, deriva il toponimo (Vietri
fino al 1863) dal latino VETUS-ERIS,'vecchio'; non manca però chi fa
riferimento ai CAMPI VETERES, nome dato dagli storici latini al luogo in cui
durante la seconda guerra punica fu ucciso il console romano Tito Sempronio
Gracco. Dopo la caduta dell'impero romano d'Occidente si dotò di
fortificazioni per difendersi dalle invasioni barbariche, fu annessa in
epoca longobarda al principato di Salerno e subì in seguito le incursioni
dei Saraceni. Al pari dei territori circostanti fu infeudata a più nobili
famiglie: possedimento verso la metà dei XIV secolo dei Filangieri, sul
finire del Quattrocento passò ai Guevara, conti di Potenza, e quasi un
secolo più tardi ai marchesi Del Tufo, cui subentrarono i De Sangro e infine
i Caracciolo. Le vicende successive all'abolizione dei feudi e
all'annessione al Regno d'Italia hanno seguito quelle del resto della
regione, che ha notevolmente risentito dei problemi tipici del Meridione,
tra cui il brigantaggio, l'arretratezza economica e la conseguente
emigrazione.
Tra i monumenti spiccano: la chiesa parrocchiale di San Nicola di Mira, la
cui costruzione probabilmente fu iniziata nel XIV secolo (sulla facciata
principale è posta una lapide in ricordo del passaggio di Papa Innocenzo Il
nel 1137), la chiesa dell'Annunziata della fine del Seicento, le cappelle
della Madonna del Carmine, della Madonna delle Grazie e di San Nicola, San
Giuseppe e San Michele; il convento dei Cappuccini, con l'annessa chiesa, e
i palazzi Briganti, Taglianetti e Grassi-Belli”. (PAOLO SPARACI-1998)
CARATTERISTICHE TERRITORIALI E SOCIO-ECONOMICHE
“Centro di montagna, di antiche origini, con un'economia di tipo agricolo e
industriale. I Vietresi sono distribuiti tra il capoluogo comunale, in cui
si registra la maggiore concentrazione demografica, numerosissime case
sparse e la località Molisco. Il territorio disegna un profilo geometrico
irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, e offre un
panorama di indiscutibile fascino, con una fiumara, varie sorgenti di acque
salino-solforose e boschi di faggi. L’abitato, interessato da una forte
espansione edilizia, ha un andamento piano-altimetrico tipico montano.
Si estende nella parte centro-occidentale della provincia, a confine con
quella campana di Salerno, tra Balvano, Picerno, Savoia di Lucania,
Romagnano al Monte (SA), Salvitelle (SA) e Caggiano (SA). I collegamenti
stradali sono assicurati dalla statale n. 94 del Varco di Pietrastretta, che
ne attraversa il territorio, e dall'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria,
cui si accede dal casello di Balvano, che dista soltanto 8 km. Fa parte
della Comunità montana del Melandro. La popolazione si rivolge
prevalentemente al capoluogo di provincia per il commercio, i servizi e le
strutture burocratico-amministrative non disponibili sul posto.
Nell'economia locale l'agricoltura conserva un ruolo importante: si
coltivano cereali, foraggi, ortaggi, frutteti, oliveti e vigneti; diffuso è
l'allevamento di ovini, capri e avicoli, seguito da quello di bovini e
suini.
Il settore secondario è costituito da aziende che operano nei comparti
alimentare, edile, metallurgico, dell'abbigliamento, del legno e della
produzione e distribuzione di energia elettrica.
Meta turistica della zona, offre a quanti vi si recano la possibilità di
trascorrervi piacevoli soggiorni. E’ abbastanza frequentata per lavoro,
grazie alla presenza di qualche industria che consente un buon assorbimento
di manodopera. I suoi rapporti alquanto rilevanti, con i Comuni vicini si
intensificano in occasione di alcuni eventi ricorrenti, quali le varie
manifestazioni del ferragosto vetriese e la festa di San Gerardo Maiella che
si svolge il 16 ottobre. Sulla base delle provvidenze economiche regionali,
statali ed europee, l’attuale Amministrazione sta ponendo in essere una
programmazione lungimirante che porrà il Comune al centro dello sviluppo
economico, sociale e culturale del Comprensorio”
(Ricerche storiche, monumentali ed antropologiche di Vincenzo Falasca,
Presidente I.R.S.A.B.
<Istituto Ricerche Storiche Archeologiche Basilicata>
sede: 85050 Grumento Nova (Potenza), via Maiorino
117/bis.
Copyright riservato. E-mail:
irsab@interfree.it
Da visitare:
La Chiesa del Convento dei Cappuccini risalente al 1660 (sono conservati
dipinti del secolo XVI° e dipinti ad olio su tela del secolo XVIII°)
La Chiesa di San Nicola di Mira del '700 (conserva un organo intagliato e
dorato del '600)
La Chiesa dell'Annunziata (conserva diversi affreschi del secolo XVIII°,
dipinti dei secoli XVII° e XVIII°, un'acquasantiera in pietra, il portale in
pietra calcarea del 1690)